Il diritto del malato alla erogazione di farmaci indispensabili ed insostituibili a carico del S.S.N.

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Il diritto del malato alla erogazione di farmaci indispensabili ed insostituibili a carico del S.S.N.

Il diritto del malato alla erogazione di farmaci indispensabili ed insostituibili a carico del S.S.N.

Come noto, è ius receptum che il diritto del cittadino all’assistenza sanitaria, nelle sue varie articolazioni, trova fondamento nell’art. 32, comma 1 della Costituzione che enuncia il principio della tutela della salute quale fondamentale diritto dell’individuo, rientrante tra i diritti inviolabili della persona umana, sanciti dall’art. 2 della Costituzione ed oggetto, pertanto, di primaria ed esplicita protezione ( Cass. Civ, 27.5.2014, n. 11713; Sez. Un. n. 12218/90), con piena ed esausiva tutela (Corte Cost. n. 992/88).

Il diritto alla salute, già esistente nel diritto positivo, acquista così una diretta operatività e tutelabilità, indipendentemente dall’intervento del legislatore ordinario. Detta tutela emerge sia sotto il profilo del valore del citato art. 32 della Costituzione, che che sotto quello della efficacia dello stesso: da un lato, “diritto primario ed assoluto” da ricomprendere – come precisato – nella categoria generale dei diritti inviolabili, anche perché – è stato esattamente osservato – soltanto per il diritto alla salute la Costituzione, non a caso, usa l’espressione “diritto fondamentale”; dall’altro, diritto soggettivo perfetto, direttamente tutelabile di fronte al giudice ordinario.

diritti del malato

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Come più volte ha precisato la Consulta, la tutela del diritto alla salute può, ove necessario, incontrare limiti oggettivi e non soltanto nella stessa organizzazione dei servizi sanitari, bensì anche nell’esigenza della concomitante tutela di altri interessi, del pari costituzionalmente protetti (così ad es.Corte Cost. n. 212 del 1983). Pertanto, in tema di assistenza farmaceutica offerta dal Servizio Sanitario Nazionale, la limitazione, prevista dalla disciplina legislativa, secondo cui i farmaci prescrivibili a carico del SSN sono quelli indicati nel prontuario terapeutico in base al duplice criterio dell’efficacia terapeutica e dell’economicità del prodotto è compatibile con la tutela del diritto alla salute come fondamentale diritto dell’individuo (Corte Cost., Ord. n. 396/90).

Tale premessa non esclude, però che, secondo giurisprudenza consolidata, il diritto all’assistenza farmaceutica, in quanto diritto soggettivo inviolabile, articolazione del diritto alla salute di cui all’art. 32 cost., comprende la somministrazione di farmaci che, sebbene non inclusi nella classificazione di cui alla lett. a) dell’art. 8 l. 24 dicembre 1993 n. 537, risultino indispensabili per il trattamento di gravi condizioni o sindromi morbose che esigono terapie di lunga durata (Cass. Civ., Sez. lav., 23.2. 2000, n. 2034; 14.2.00, n. 1666; 29.3.01, n. 4659; 8.8.02, n. 12001; 6.2.08, n. 2776).

Anche di recente la Suprema Corte ha ribadito che “In tema di assistenza farmaceutica offerta dal SSN, posto che in base all’art. 10, secondo comma, del d.l. 12 settembre 1983, n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983, n. 638, non è possibile escludere l’esenzione della compartecipazione alla spesa per un farmaco che risulti indispensabile ed insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata” e che “in presenza di tale prova, la sostanza medicinale, ancorché non compresa nel prontuario terapeutico, può essere posta a carico del SSN, previa disapplicazione del prontuario terapeutico medesimo nella parte in cui quest’ultimo non comprende il farmaco” (Cass. Civ, 27.5 2014, n. 11713).

L’ordinamento ha affidato, notoriamente, alla pubblica amministrazione, in base ad un complesso di norme che – a partire dalla legge n. 833/1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, hanno trovato completa espressione – uno specifico compito di tutela concernente la salute fisica e psichica degli individui nell’assistenza sanitaria e farmaceutica (Cass. S.U. n. 12218/90 cit.; Cass. S.u. n. 1003/1993, in motivazione).

L’effettuazione delle relative prestazioni è, pertanto, affidata ad una rete completa di Aziende Sanitarie Provinciali articolate, sull’intero territorio nazionale, in presidi, uffici, e servizi che operano in attuazione di norme legislative emanate dallo Stato e dalle Regioni, nonché attraverso una complessa attività giuridica che investe gli atti regolamentari, amministrativi e negoziali posti in essere in attuazione delle relative norme “sono le fonti che concretamente determinano le prestazioni di assistenza sanitaria che tutti i cittadini hanno il diritto soggettivo di ricevere” (così la citata Cass. Sez. Un. N. 1221/90).

Si tratta, quindi, di una tutela non illimitata in relazione a tutte le possibili esigenze terapeutiche dell’individuo, ma circoscritta a quelle che la normativa vigente prevede, stabilendo quali prestazioni le strutture sanitarie pubbliche sono tenute a garantire: si parla, nella giurisprudenza di legittimità, di “limiti esterni”, oltre i quali, cioè, l’interesse individuale del cittadino cessa di essere direttamente garantito.

E’ principio consolidato, però, che “di fronte ad un’eventuale insopprimibile esigenza, rispetto alla quale le strutture organizzative del Servizio Nazionale Sanitario non offrono rimedi alternativi, il diritto fondamentale dell’individuo alla salute si impone nella sua integrità ed assolutezza senza limite e condizionamenti di sorta” (Cass. Civ, n. 347/82; n. 1747/86).

Tale impostazione giuridica, ha recentemente trovato ulteriori specificazioni. È stato, infatti, precisato che il diritto all’assistenza farmaceutica comprende la somministrazione gratuita di farmaci che – sebbene non inclusi nel prontuario terapeutico risultino, tuttavia, indispensabili ed insostituibili e che “il criterio della economicità non può escludere la generale esenzione della compartecipazione alla spesa (restando vincolata, nel prontuario terapeutico, almeno parzialmente, la formazione dell’elenco di farmaci per i quali non è dovuta alcuna quota di partecipazione: art. 10, comma 2, d.l. n. 463 convertito in legge n. 638-83 cit.), ove il farmaco risulti indispensabile ed insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi morbose che esigono terapie di lunga durata”.

Pertanto, il farmaco stesso – ancorchè non compreso nel prontuario terapeutico – va posto a carico del servizio sanitario nazionale, previa disapplicazione (art. 5 legge sulla abolizione del contenzioso amministrativo) del prontuario terapeutico, nella parte in cui non comprenda farmaci indispensabili in quanto contrasta con la norma vincolante di legge in senso contrario: art. 10, comma 2 (Cass. Civ 6.2.08, n. 2776; n. 2034/00¸ n. 1665/00; 2276/00 n. 8661/96; n. 5593/94, n. 3870/94,).

Avv. Fernanda Rosselli
Avv. Virginia Fusco

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